martedì 10 maggio 2011

Processo alle streghe di Nogaredo

In uno dei miei post precedenti ho accennato al processo che si svolse nel cortile di Castel Noarna, vicino Trento, ai danni di povere donne ignoranti e facilmente suggestionabili, dette streghe (o strie).
Quella dei processi alle streghe, a mio avviso, è una delle pagine più tristi e vergognose della nostra storia!
Povere donne (e a volte uomini) innocenti vennero torturate ed obbligate a confessare di aver commesso le cose più strane, solo per tenere il potere sulla povera gente.
Ho letto alcuni libri che riportano gli atti di alcuni di questi processi e vi assicuro che c'era tra i notabili e gli inquisitori tanta ignoranza e cattiveria, che difficilmente possono trovare una qualche giustificazione (e secondo me c'era anche lucida premeditazione!).
La storia ve la propongo come viene raccontata nel sito del Comune di Nogaredo (http://www.comune.nogaredo.tn.it)




"Tutto ebbe inizio nell'anno 1646 nella piazza di Nogaredo. Mercuria accusò Domenica Chemelli di furto e stregoneria: a seguito di tale accusa, le due donne furono rinchiuse nelle carceri di Castel Noarna.
Ma Mercuria fu accusata a sua volta di stregoneria e, in interrogatorio, affermò che erano state Domenica e la figlia Lucia a insegnarle come diventare una strega, trattenendo l'ostia consacrata sotto la lingua dopo la Comunione e imprimendole il marchio del demonio su una spalla. Anche Lucia e Domenica vennero quindi arrestate e rinchiuse nelle carceri del castello; furono sottoposte a varie torture: il "tratto di corda" (che consiste nell'appendere il soggetto per le mani fino a spezzare i tendini o le ossa) e i "sibilli" (cioè spezzare le ossa delle mani con cunei in legno conficcati tra le dita).
Mercuria, dopo le torture subite, ammise di essere una strega, di partecipare ai sabba e di aver praticato guarigioni con unguenti satanici e polvere di ossa di persone morte. Affermò inoltre di aver avuto rapporti con tale stregone Delaito. A seguito degli interrogatori, Mercuria venne rilasciata.
Lucia invece, sotto tortura, narrò di quella volta quando, lei ed altre donne, stregarono il signor Cristoforo Sparamani: una notte, trasformate in gatti, entrarono nella sua camera da letto e lo cosparsero con un unguento dato loro dal diavolo, poi, riprese le sembianze umane, festeggiarono con pane, formaggio e vino sottratti alla sua cucina. Spesso, durante questi festeggiamenti, il diavolo si univa a loro, sotto sembianze sia umane che animali (una capra).
Successivamente, altre donne delle giurisdizioni di Castel Noarna e Castellano vennero arrestate per stregoneria. Domenica, Lucia e le altre donne, stremate dalla tortura, ammisero la loro stregoneria e narrarono di sabba e pozioni magiche.

Il processo, tenutosi a Palazzo Lodron, si protrasse per un anno. Durante il processo, l'avvocato difensore delle imputate, Marco Antonio Bertelli di Nomi, provò come gli interrogatori non fossero stati eseguiti correttamente e ottenne il permesso di far sottoporre a perizia medica le accusate. Dalla perizia risultò che le donne non portavano segni diabolici sul corpo e l'avvocato sostenne quindi come le loro colpe fossero sempre inferiori in quanto le donne sono "fragili, imbecilli nell'intelletto, ignoranti, credulone e facilmente soggiogabili". 
Nonostante le tesi sostenute dalla difesa, le donne vennero dichiarate colpevoli. Qui di seguito trovate il testo della sentenza di condanna:


SENTENZA di CONDANNA delle STREGHE del 13 APRILE 1647

Noi Paride Madernino, Giudice Delegato, sentenziamo e codanniamo
DOMENICA CHEMELLI - LUCIA CAVADEN - DOMENICA GRAZIADEI - CATERINA FITOLA - GINEVRA CHEMOLA - ISABETTA e PAOLINA BRENTEGANI
che per mano del Ministro di giustizia, a tutte sopra le Giare, luogo a questo effetto destinato, gli sii tagliata fa testa dal busto, a tale che se ne morino e le anime loro si separino dalli corpi; e inoltre gli cadaveri di quelle siino abbruciati e le reliquie sue in dette giare seppellite ad esempio d'altri.


Il giorno seguente, 14 aprile 1647, in località Giare, la sentenza venne eseguita dal boia Ludovico Oberdorfer di Merano: decapitazione e successivo rogo, alla quale dovette assistere tutta la popolazione, pena un'ammenda di 25 ducati a persona.
Nel processo venne incriminato anche un uomo, Santo Graziadei, che morì in prigione nel 1651."

Questo è il più conosciuto dei manuali della caccia alle streghe. Fu scritto in latino e venne presentato presso l’Università di Colonia il 9 maggio 1487. Il titolo è tradotto come “Il Martello delle streghe“ e fu scritto da Henry James Sprenger e Kramer.
Questo manuale rimase in uso per un periodo di tre anni ed ebbe grande influenza nella caccia alla strega, in Inghilterra e sul continente.

Il povero avvocato cercò di difenderle ma come notate, senza risultato!

Questo è uno dei libri che ho letto ed è molto interessante, oltre che preciso storicamente.


Lascio a voi i commenti.
A presto Federica

6 commenti:

  1. Quanta storia.....:0)
    Una buona serata...
    Gilda

    RispondiElimina
  2. Mamma mia, che tristezza!!!! E' una cosa che mi ha messo sempre angoscia. Pensare a quante persone, nel corso dei secoli, hanno sofferto per ignoranza e stupide superstizioni, è una cosa che mi lascia senza parole.
    E poi, leggendo dell'avvocato...è vero che le ha difese, ma come? Definendole ignoranti e imbecilli d'intelletto!!! Grrr che rabbia!!
    Grazie per questo post!
    Buona serata
    Cri

    RispondiElimina
  3. Ogni tuo post è sempre più interessante. Brava :)

    RispondiElimina
  4. Oddio, mi si accappona la pelle... quante cose orribili sono state fatte per colpa della religione, dell'ottusità e del voler tenere le donne schiave! Non potrei leggere quel libro, mi farebbe stare male.

    Veniamo all'argomento più frivolo... ti ringrazio moltissimo per il tuo commento, sono davvero felice che ti piacciano le mie "baby bag", ne ho fatta una ieri l'altro sera per Matilda che è un amore, appena posso la metto sul blog... se ti interessa una borsina scrivimi a maisoncharmante@hotmail.it così ci mettiamo d'accordo sulle dimensioni, sul colore e sul soggetto

    Buona domenica

    RispondiElimina
  5. Ciao Federica, scusa il ritardo nel commentare ma negli ultimi tempi sono iperimpegnata e questo post, che mi interessa molto, volevo leggerlo in un momento di calma..
    Che dire? Che l'ignoranza e la cattiveria umana (soprattutto maschile in questo caso) sono senza eguali mi pare scontato!

    Credo inoltre che a spingere queste persone (?) a comportarsi in questo modo così cruento, barbaro e fuori da ogni immaginazione fosse, oltre alla cattiveria insita in essi, anche una gran paura dell'ignoto e una forte dose di ignoranza.

    Purtroppo noi donne siamo sempre state vittime di malvagità e soprusi da parte del "sesso forte" che ha approfittato di questo appellativo per esprimesi al peggio in varie circostanze (come sopra...).

    Fortuna che non siamo nate in quel periodo storico altrimenti chissà se non toccava anche a noi una simile fine... (Brrr al pesniero mi vengono i brividi!)
    Oggi le cose sono molto cambiate (per fortuna!!) ma vige ancora una sorta di ignoranza in certi ambienti tale da far pensare che, se prendessero il sopravvento, potremmo essere "ricatapultate" in un'altra epoca, pur restando nella nostra, e a quel punto la caccia alle streghe avrebbe di nuovo inizio...

    Buona domenica
    Sesè

    RispondiElimina
  6. Ciao Collega, sono capitato per caso nel tuo blog attratto da questo articolo sulle streghe di Nogaredo. Il fatto è che mi sono occupato di vicende analoghe accadute nella vicina Val di Fassa nello stesso scorcio di secolo. Storie molto simili, che nascondono risvolti ancora difficili da spiegare. Se ti interessa l'argomento da' un'occhiata al mio blog: imisteridelcjaslir.blogspot.it e poi magari mi dici che cosa ne pensi. Ciao

    RispondiElimina